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Operazione Marcia e Tiro 2003

di: Fabrizio Bucciarelli

L’Addestramento dei Riservisti N.A.T.O. di cui fa parte anche il personale dell’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia (U.N.U.C.I.) è ormai una realtà consolidata a livello nazionale e internazionale a cui partecipano non solamente i militari con le…stellette sulle spalline ma anche soldati semplici, graduati e sottufficiali di tutte le specialià e Armi. Assieme alla manifestazione addestrativa organizzata dall’U.N.U.C.I. Sez. Milano che vede l’impegno di centinaia di partecipanti da tutto il territorio nazionale e anche da altri Paesi membri della N.A.T.O., quello della Sezione di Modena è la…seconda in classifica per importanza. Quest’ennesima edizione 2003 ha visto continuare in termini estremamente positivi l’esperimento iniziato da alcuni anni che vuole le tradizionali forme di addestramento formale in bianco o a fuoco abbinate a varie forme di valutazione psicofisica e attitudinale, alla pratica degli ingaggi Soft Air; il risultato di questa importante innovazione è stato il più alto numero di pattuglie presenti consentito dal regolamento e dalle istruzioni del Ministero della Difesa da cui l’U.N.U.C.I. dipende. L’area addestrativa era suddivisa in tre aree distinte e cioè una Direzione Esercitazioni a ridosso di una piccola frazione collinare nel primo Appennino modenese dove si svolgevano alcune prove e dove erano state installate, grazie soprattutto al sempre dinamicissimo Domenico del Ristorante “Da Guido” e alla locale Protezione Civile, le tende per gli Ufficiali di Controllo, per i partecipanti , la tenda ad uso mensa nonché l’area direttiva vera e propria; un'altra area comando con annessa postazione della Croce Rossa Militare italiana era situata a un paio di chilometri dall’area abitativa ad uso degli ingaggi Soft Air presso le note Salse di Nirano, sorta di piccoli vulcani sbuffanti acque solforose, mentre ultima ma certo non per importanza era la base del Poligono di Tiro in località Sassuolo dove un Team di esperti Ufficiali coordinati dall’infaticabile Muffoletto attendevano i militari partecipanti per le prove a fuoco. Il B.Gen. Maurizio Lauro ci conferma l’impegno e l’importanza di queste manifestazioni a carattere sportivo-addestrativo “…Il nostro obiettivo, ampiamente raggiunto anche per quest’anno, ci ha permesso di valutare al meglio e di rinnovare le capacità dei numerosi militari iscritti all’U.N.U.C.I. ma anche di portare avanti il connubio con i soldati più giovani e appassionati di Soft Air, una pratica che per primi a livello nazionale abbiamo valutato al meglio. “ Sempre vestito in abiti civili, il Generale Lauro è il supervisore della manifestazione addestrativa mentre i veri Ufficiali responsabili dell’organizzazione facevano capo all’infaticabile Magg. Palamede Ghidorzi che per tre giorni e tre notti praticamente nessuno ha visto né mangiare né riposare, sempre al centro di complesse problematiche logistiche e di sicurezza. Il mio arrivo Venerdì pomeriggio coglie un po’ di sorpresa il personale che sta ancora allestendo le varie aree, abituato a ricevere la visita di giornalisti più o meno specializzati nel settore militare soprattutto all’ora di…pranzo o cena. Le varie basi stanno per essere completate e già stanno giungendo da ogni parte d’Italia i primi militari partecipanti che in breve si organizzano per passare la notte anche perché i giorni seguenti saranno piuttosto duri anche per il personale in servizio attivo certo non estraneo a campi d’arma e aggiornamenti. La notte passa tranquilla e alle prime luci di Sabato quasi tutti sono presenti per la colazione e per il necessario inquadramento che, dopo l’alzabandiera, prevede il breafing del Magg.Ghidorzi che spiega e aggiorna la documentazione che sta per essere distribuita ai partecipanti e che comprende le necessarie informazioni per il corretto svolgimento delle prove. Poche chiacchiere e…Go, Go, Go! In un susseguirsi di percorsi tra i boschi e i sentieri del parco, l’attraversamento di un lago abbinato al tiro con un arma corta Soft Air coordinata da un Team della Marina Militare comandato dal Ten. Di Vascello Eccellente e dall’Istruttore di Tiro Federale Bellei. A seguire il percorso tattico e il ponte tibetano, ben più impegnativi della precedente edizione e che ha visto persino Parà e Bersaglieri giungere trafelati all’area di ingaggio Soft Air completamente gestita dalla Squadra Soft Air dell’U.N.U.C.I. magistralmente gestita dall’ A.U. Tiziano Salgarelli, membro U.N.U.C.I. ma anche tra i veterani del Soft Air italico: un gruppo di partecipanti nelle vesti di aggressori dovevano riuscire a vincere la resistenza di terroristi e guerriglieri appostati in un centro abitato riuscendo a recuperare un prigioniero nel minor tempo e con il massimo risultato possibile. Tutt’altro che semplice…! Una scalata con la corda di un impervio “calanco”, sorta di collina di calcare a picco simile per configurazione a una lama di coltello e la successiva marcia di ritorno ha quasi bruciato le rimanenti risorse fisiche dei partecipantimentre mentre l’infaticabile e onnipresente Cap. Tommasino preparava gli uomini alle ulteriori impegnative prove. Tornati alla D.E. i militari hanno potuto riposarsi con Test scritti fino alla tanto agognata cena per poi prepararsi alle prove notturne che prevedevano anche l’utilizzo di cariche esplosive: il gruppo di artificeri dell’ A.U. Guastatore Bettini ha previsto l’attraversamento di un area boschiva dove si doveva mettere a tacere una sentinella armata per poi correre in atteggiamento tattico verso l’area bersagli dove si dovevano colpire vari bersagli con un arma corta Soft Air e permettere il brillare di una carica per poi defilarsi nel massimo silenzio verso il punto di raccolta previsto. Il sonno ristoratore attendeva i partecipanti per ritemprare le forze in attesa delle impegnative prove di tiro della Domenica. Dopo l’adunata e l’alzabandiera, con i mezzi comuni a disposizione ci si è diretti verso il Poligono di Tiro di Sassuolo (MO) unico nell’area abilitato a scopi militari per armi lunghe e corte dove il Ten. Muffoletto iniziava nell’area dedicata al Tiro Dinamico i vari cicli di sparo con armi corte in cal. 9x21 e con un fucile a pompa in cal.12: interessanti le varie tipologie che prevedevano l’utilizzo della mano destra con la sinistra appesantita, con la mano sinistra e a due mani e con tempi di ingaggio differenti. Il Ten. Mussini e il Ten. Gozzi attendevano spietati i militari nell’esercizio successivo che prevedeva a tavolino una prova di topografia e il “drammatico” momento del riconoscimento armi con l’utilizzo di immagini su schede di fucili d’assalto di varia tipologia e che hanno messo in difficoltà numerosi partecipanti. Quasi in perfetto orario sulla tabella di marcia, e dopo aver effettuato altre prove minori nell’area poligono, tutti si sono diretti al posto di Comando dove li attendeva un interessante esposizione di apparecchi radio di varie nazionalità di tipo militare e civile e organizzato e gestito dai sempre validissimi uomini dell’U.N.U.C.I. addetti al duro ruolo di Addetti alle Comunicazioni Radio in quelle impervie aree. Il pranzo al Ristorante “Da Guido” dove ad un piano superiore era allestita anche la Sala Stampa e vari Computer tra cui uno di rilevazione satellitare ha rinvigorito le forze di tutti i presenti che al termine si sono presentati in un’ area del Parco dove dopo la cerimonia dell’Ammaina Bandiera ha previsto il meritatissimo momento delle premiazioni. Spesso, mentre mi dirigevo verso la mia auto e intraprendere il viaggio di ritorno, ho ascoltato le voci di numerosi civili che di certo fino a non troppo tempo fa non avevano accolto questi uomini in divisa mimetica impegnati in simulazioni e addestramenti in un quadro bellico con il necessario e dovutissimo rispetto, cosa che più volte aveva di certo ferito gli Ufficiali, i Sottufficiali e i soldati presenti che avevano avvertito questa mancanza di solidarietà verso di loro. Questa volta, però, ho percepito qualcosa di differente: un’aria diversa e molti sorrisi grati verso questi soldati di sempre che a dispetto degli impegni personali e di lavoro e magari a volte senza nemmeno essere più indicati tra i “giovanissimi” continuavano a mantenersi pronti a difendere gli altri nella speranza che la tempesta di terrore che è la guerra non ci raggiunga mai più.

 

 

 

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