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X^
Flottiglia MAS
Evoluzione
del corpo
La seconda guerra
mondiale aveva visto
la gloria dei Mezzi
d'Assalto, degni continuatori
di una tradizione
antica. Caratteristica
delle Operazioni degli
Assaltatori della
Xª MAS era l'attacco
condotto tutto per
via marittima: avvicinatore
principale il sommergibile
o unità di superficie,
obiettivo finale una
carena. Ma le operazioni
speciali condotte
durante la guerra
dalle Marine alleate,
influenzarono anche
la nostra Marina.
I colpi di mano contro
obiettivi della fascia
costiera condotti
da Reparti di modesta
consistenza numerica,
le ricognizioni di
spiaggia per individuare
le più idonee per
operazioni anfibie
e la loro bonifica
mediante la distruzione
degli ostacoli antisbarco,
portarono a concepire
una nuova specialità:
un Reparto da affiancare
a quello dei gloriosi
Assaltatori della
IIª guerra mondiale,
ma da questo distinto
e separato. Lo "stacco",
che si realizzò nel
1952, trasformò gli
Assaltatori da combattenti
la "battaglia navale"
a combattenti la "guerra
marittima", allargando
la gamma degli obiettivi,
dalle navi a tutte
le infrastrutture,
fondate in acqua o
a terra, che, in qualche
modo, concorrevano
alla condotta delle
operazioni navali.
Fu in quest'ottica
che nel gennaio 1952
il Capo di Stato Maggiore
della Marina, Ammiraglio
Pecori Giraldi, dette
al Tenente di Vascello
Aldo Massarini, reduce
della Xª Flottiglia
MAS, la direttiva
di organizzare un
gruppo di "Guastatori
di Marina". Il 2 febbraio
1952, venivano inviati
alla Scuola Genio
Pionieri della Cecchignola
gli operatori del
neonato Gruppo Guastatori
della Marina. A maggio
i Guastatori si trasferirono
al Varignano, alle
dipendenze operative
di Maristat. Al Varignano,
oltre ai Guastatori,
aveva sede MARIDIFE
e i sopravvissuti
della componente d'assalto
della Marina che,
custodivano orgogliosamente
e gelosamente il concetto
operativo tradizionale
degli Assaltatori
di navi. Tali operatori
facevano capo a MARICENTROSUB.
Al neonato Reparto,
la Marina aveva assegnato
il colpo di mano contro
obiettivi marittimi
e terrestri e le operazioni
di ricognizione e
bonifica delle spiagge
in appoggio alle operazioni
anfibie. In poco tempo
il Reparto, che disponeva
all'inizio solo dell'entusiasmo
e della dedizione
degli uomini che lo
costituivano, mobilitò
attorno a se interesse
e spirito di collaborazione.
Vennero realizzate
uniformi da combattimento,
buffetterie, superscarpe
tuttofare, contenitori
flessibili stagni
per il trasporto in
acqua di materiali,
vestiti da nuoto,
speciali gommoni capaci
e robusti. La ditta
Beretta realizzò un
armamento individuale
con spiccate caratteristiche
di affidabilità, compattezza,
buon volume di fuoco,
adeguato potere d'arresto
e munizionamento unico
per armi lunghe e
corte: la pistola
semiautomatica Mod.
951 e la pistola mitragliatrice
M12, entrambe in calibro
9 mm Parabellum. La
pistola Beretta che
l'Esercito USA ha
scelto qualche anno
fa in sostituzione
della Colt 45, è la
diretta derivazione
di quella concepita
e realizzata per gli
Incursori della Marina.
Nel frattempo il Gruppo
partecipava con successo
a esercitazioni con
Reparti similari stranieri
e migrava verso una
nuova specialità:
gli "Arditi Incursori".
Il loro iter formativo
era articolato essenzialmente
in tre fasi: la prima,
presso la Scuola del
genio Pionieri, dedicata
all'addestramento,
al combattimento e
all'impiego campale
degli esplosivi. La
seconda, al Varignano,
dedicata al nuoto
su lunghe distanze,
all'impiego di battelli
pneumatici e canoe
e, allo sbarco clandestino
su coste di varia
natura con superamento
di pareti scoscese
e a picco sul mare,
La terza, in un certo
senso riepilogativa,
si svolgeva al "campo"
organizzato in zone
idonee all'addestramento,
ed era dedicata all'impiego
"avanzato" delle tecniche
apprese nelle fasi
precedenti. Nel maggio
1953 nasceva MARICENTRARDIN,
alle dipendenze di
MARISTAT, e Comandato
dal Capitano di Corvetta
Aldo MASSARINI. Ad
ottobre gli arditi
vennero impegnati
nell'esercitazione
interalleata "Italic
Sky One". In quest'occasione
era stato aggregato
al Reparto un'unità
del Signal Corp della
sesta Flotta USA per
assicurare i collegamenti
con le navi: un Sergente
e due Marines che
non riuscivano a capire
come fosse possibile,
dopo essersi allagati
fino alle ascelle
nel prendere terra,
camminare per tutta
la notte, passare
la notte in bivacco
sotto una pioggia
battente senza accendere
un fuoco o una sigaretta
e la notte dopo marciare
ancora a otto K/h,
per attestarsi sulle
posizioni dell'entroterra
assegnate dall'ordine
di operazioni. L'abilità
degli Arditi nel filtrare
attraverso le maglie
del sistema di scoperta
e allarme, eludendo
e sorprendendo difese
sempre più indispettite,
li rese popolari nelle
esercitazioni interforze
di difesa del territorio
alle quali essi furono
frequentemente chiamati
quasi come mezzo di
verifica. Accadde
poi che il Comando
di MARICENTROSUB fu
assunto dal Capitano
di Vascello Gino Birindelli,
eroe e medaglia d'oro
della IIª guerra e
della Xª MAS. Al Comandante
Birindelli fu anche
assegnata l'Alta Direzione
di MARICENTRARDIN:
nasceva così MARISUBARDIN.
Esso era articolato
in un Comando Base,
un Gruppo Scuole e
un Reparto Operativo
nel quale confluirono
gli operatori di MARICENTROSUB
e gli Arditi Incursori.
Il 1956 segnò anche
la chiusura del capitolo
Arditi Incursori.
La componente operativa
di MARICENSUBIN, infatti,
assunse la denominazione
di "Gruppo Incursori",
diviso in due aliquote:
gli "Incursori Navali"
e gli "Incursori Costieri".
La successiva evoluzione
verso l'attuale Incursore
trova le sue radici
proprio nel 1956.
Nell'agosto di quell'anno,
infatti, sulla base
della "Memoria" elaborata
da un "costiero",
lo Stato Maggiore
Marina approvò un
programma per il corso
di formazione dei
"Costieri" che nella
sua struttura fondamentale
è in vigore ancora
oggi per gli Incursori.
Fu prevista la formazione
basata su tre fasi
distinte, nettamente
caratterizzate dall'ambiente
operativo: fase terrestre,
fase acquatica e fase
anfibia quale saldatura
tra le due. Ciascuna
fase si concludeva
con una serie di test
teorico/pratici il
cui superamento era
condizione indispensabile
per l'ammissione a
quella successiva.
Si rinunciò a svolgere
la parte terrestre
presso la scuola dell'Esercito
concentrando tutto
il programma in ambito
Marina con l'ausilio,
per le dodici settimane
del ciclo terrestre,
di un Ufficiale dell'Esercito
temporaneamente distaccato
presso la Scuola Incursori.
Si rinunciò all'arruolamento
del personale di leva
limitando l'accesso
alla categoria ai
soli volontari e fu
prevista la specializzazione
Istruttore Educazione
Fisica e Servizio
Ordini per garantire
uno sbocco alla carriera
di chi, per un qualsiasi
motivo, decidesse
di lasciare la categoria.
Nei quattro anni di
MARICENSUBIN molte
cose cambiarono, tra
cui la tecnica per
attaccare le navi.
Un classico era l'attacco
alle Unità della Squadra
Navale ormeggiate
nell'arsenale di La
Spezia. L'esercitazione
prevedeva lo sbarco
su un tratto di costa,
l'infiltrazione in
un'area dalla quale
fosse possibile osservare
l'arsenale, un bivacco
clandestino durante
il giorno, l'entrata
in acqua la notte
successiva con avvicinamento,
attacco, ripiegamento
e recupero, nel terzo
arco notturno, con
i battelli pneumatici
nella zona di sbarco
iniziale. Si affrontavano
6-7 ore di nuoto e,
l'immersione ad ossigeno
dopo una "sgropponata"
niente male e una
giornata all'addiaccio.
Tutto questo in un
ambiente, quello delle
Scuole Subacquee dell'epoca,
che considerava l'immersione
ad ossigeno un'operazione
a rischio alla quale
avvicinarsi con cautela
e nelle migliori condizioni
fisiche possibili.
MARICENSUBIN spirò
a sua volta nel 1961,
con la costituzione
di COMSUBIN; la distinzione
in Incursori Navali
e Costieri in poco
tempo fu eliminata
e iniziò un nuovo
capitolo. Nel luglio
del 1962 gli Incursori
fecero il loro primo
lancio con paracadute
ad apertura vincolata
sul piccolo aeroporto
di Tassignano, nei
pressi di Lucca; il
15 aprile 1965, per
la prima volta, nuotatori
in assetto da combattimento,
si lanciarono senza
paracadute da elicotteri
in volo, mentre il
2 febbraio 1971 sette
Incursori si lanciarono,
con la tecnica del
lancio ad apertura
comandata, da un elicottero
della Marina.
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