Conflitto
In Palestina
Tutti
i problemi cominciano
a nascere nel 1898
quando a Ginevra Theodor
Hertzel fonda il movimento
sionistico internazionale
con il fine di riportare
gli ebrei in Palestina.
In quel periodo la
Palestina era un tranquillissimo
dominio dell'Impero
Ottomano dove la gente
viveva, di agricoltura
(poca), di pastorizia
e di quel poco che
comunque arrivava
in quella terra a
causa della presenza
in Gerusalemme dei
rappresentanti di
tutte le più
importanti religioni
dell'Occidente. La
nascita del Sionismo
diventa la miccia
delle future deflagrazioni,
perché con
esso si afferma che
basta essere ebrei
per avere il diritto
di cittadinanza nel
futuro stato di Israele.
Nell' intervallo tra
la Prima e la Seconda
Guerra Mondiale comincia
un afflusso abbastanza
limitato e pacifico
di ebrei che comprano
dagli sceicchi locali
i terreni e cominciano
a coltivarli senza
grossi problemi di
convivenza con la
popolazione locale.
La fine della seconda
guerra mondiale segna
invece l'inizio dei
veri problemi poiché
il flusso migratorio
di ebrei sfuggiti
all'olocausto diventa
non più sopportabile
per i palestinesi.
Nel 1947 l'ONU viene
incaricata di dare
agli ebrei uno stato
fisico per riscattarli
dalle umiliazioni
dell'olocausto e decide
la spartizione della
Palestina in due stati.
La scelta non è
casuale, primo perchè
la Palestina è
un territorio sacro
per gli Ebrei, secondo
perchè molti
ebrei cacciati dall'Europa
(circa 5 milioni di
persone, cioè
più del 50%)
si erano già
trasferiti in quella
striscia di territorio.
Ma i palestinesi non
accettano di dividere
la terra con gli ebrei
immigrati e scoppiano
i primi incidenti.
Nel 1948 Israele elegge
il primo ministro
dello Stato, David
Ben Gurion, che proclama
ufficialmente la nascita
di Israele. Il mondo
Arabo non accetta
questo stato e risponde,
subito, con la violenza.
Le truppe di Egitto,
Siria, Libano, Giordania,
Irak e Arabia Sauduta
attaccano Israele
che riesce a respingerle
ma perde la parte
orientale di Gerusalemme,
e vari territori.
Altra guerra nel 1956
con relativa altra
vittoria di Israele
e così via
fino alla guerra dei
sei giorni (1967)
quando solo l'intervento
internazionale ferma
la incontenibile avanzata
di Israele verso i
paesi arabi limitrofi
(in particolare l'Egitto)
A
questo punto l'ONU
emette la famosa risoluzione
242 ove si chiede
il ritiro di Israele
dai territori occupati
e che segna la nascita
dell'OLP. Nel '73
gli Arabi attaccano
a sorpresa nel giorno
della festa ebraica
Yom Kippur ma Israele
vince e conquista
il Sinai, Gerusalemme
est, la Cisgiordania
e le alture del Golan.
Queste guerre provocano
la fuga dalla Palestina
di centinaia di migliaia
di Arabi che trovano
rifugio nella Striscia
di Gaza e della Cisgiordania
covando vendetta contro
l'invasore Israeliano.
Proprio i Palestinesi
nell' 87 formano il
movimenti politico-religioso
fondamentalista chiamato
Hamas ( che non riconosce
l'Autorità
Nazionale Palestinese)
ed iniziano l'Intifada.
Parola araba che significa
"insurrezione"
o "rivolta",
è una forma
di guerra terroristica
con cui la popolazione
palestinese dei territori
occupati combatte
contro Israele prendendo
la situazione nelle
proprie mani, al di
là degli aiuti
e delle alleanze con
i Paesi Arabi. Nel
1993 gli accordi di
Oslo, firmati a Washington,
sanciscono l' applicazione
della risoluzione
242 entro 5 anni ma
a tutt'oggi solo il
62% dei territori
è stato restituito
all' Autorità
Palestinese.
Yitzhak Rabin e Yasser
Arafat iniziano un
lungo, troppo lungo,
trattato di pace.
Nel '94 Rabin viene
ucciso da un estremista
Israeliano e, al suo
posto dopo elezioni,
sale al potere Benjamin
Netanyahu che blocca
i negoziati per qualche
mese.
Nel 99 ritorna al
potere la sinistra
con Barak che fà
riprendere il processo
di pace ma Israele
non è pronta
a far la pace a tutti
i costi. Delle condizioni
invalicabili, la consegna
ai palestinesi di
Gerusalemme est e
il dover evacuare
gli insediamenti colonici
nelle posizioni più
strategiche della
Cisgiordania fanno
interrompere il negoziato.